giovedì, gennaio 11, 2007

Centro

d'un crocevia di città

passaggio mio

in tempi

di verde età

quando controcorrente

da foce a fonte

del grande fiume

andavo

per ferri paralleli.

Circondata

da acque d'alpi

fiumi e torrenti

contrade incrociate

come antico campo.

Ricca città

di anime feconde

il riso

in primo piano

su volti e campi coltivati.

Ricordo di battaglia d'armi

che dette avvio al gran riscatto

con mura antiche

oggi baluardi

e gran viali d'alberi

e un grande Santo

eletto a protettore.

Ho ripassato

le mie reminescenze

grazie a un obbligo

contratto nella via.

 

Copyright © versi di Lorenzo 11.1.07

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lunedì, giugno 12, 2006
VITA DI TRINCEA
 
 
Da una lettera di un Ufficiale che sarebbe poi caduto sul campo di battaglia è tratta questa descrizione della vita di trincea :
 
Noi eravamo ancora nelle trincee del monte Sei Busi di fronte a quella maledetta quota 118 che ci era costata tanto sacrificio di sangue nella giornata del 13 agosto 1915. Dopo il battesimo del fuoco, dopo i feroci combattimenti nei quali ci eravamo trovati improvvisamente impegnati pochi giorni dopo aver lasciato le ridenti rive del Garda, continuavamo a trascinare le anime tristi per le dolorose perdite, i corpi affranti, le divise sporche, lacere, irriconoscibili fra i sassi del Carso e le buche scavate in quella terra rossastra che pare stemperata col sangue.
Abiti e pelle, coperti di quel fango, sembravano di rame. Venti e più giorni di quella vita ci avevano mutati in orsi, sfiniti ; eppure si resisteva lì con tenacia, tra i violenti temporali che ogni notte allagava le trincee e il sole ardente che ci soffocava, durante il giorno, tra i cadaveri insepolti e il colera; e si respingevano i frequenti attacchi nemici e si cercava, con azioni parziali e con assidui lavori di zappa compiuti sotto le bocche dei fucili avversari, di strappare al nemico qualche altro di quei sassi.                 
 
Documento tratto da un testo di Storia
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