
La stella del mattino
s'affaccia sull'autunno
e s'incammina su via
della bilancia
Giunge,
la stagione delle nebbie improvvise,
e srotola dal riccio le castagne,
ai platani imporpora il fogliame.
nei cesti depone i melograni.
Questo è il mio segno
di pace e di equità
è tempo di vendemmia
alle Matine
Giunge,
la stagione dei molti silenzi,
sul fiume
che sa acquetare l'onda,
sul piano
svuotato di covoni,
sui campi
sognanti le primizie.
La terra mia di Murgia
è già in fibrillazione
per vino da gustare a S. Martino
e il fungo cardocello fa capolino
Giunge coi piedi nudi
sulla sabbia
rapita dai castelli,
si adagia
sui nidi delle rondini,
sul chiasso dei cortili.
E' tempo deì ricordi
avanti un po'
dei calici di vino
si ricompone ancora
Il dolore antico
S'accendono le croci
ed i lumini
per far memoria
degi affetti cari
E ancora innanzi
i frutti degli ulivi
di benedette drupe
ora spogliati
l'orto Pasquale
è diventato olio
per rallegrare
il desco familiare
Sacro compagno
per anime in cammino
verso la vita altra
oltre la morte
e un brivido percorre
la fronte del sognatore
al primo fiato di maestrale,
presago di vicine nevi,
del caldo dei camini.
Copyright © foto e versi di Anna e Lorenzo 24.9.07