domenica, settembre 24, 2006

Si ami la vita, ma si scelga la vita

Non ne facciamo oggetto di critica né di biasimo anche se viene amata questa vita. Questa vita si ami tuttavia in modo che non ci sia peccato nell’amore di essa. Si ami la vita, ma si scelga la vita. Mi rivolgo a quanti amano la vita e dico: C’è qualcuno che desidera la vita? Anche con il silenzio tutti rispondete: Chi è che non desideri la vita? Proseguo con quel che aggiunge il Salmo: C’è qualcuno che desidera la vita e brama di gustare giorni felici? Si risponde: Chi è infatti che non desideri la vita e che non brami di gustare giorni felici? Se, dunque, vuoi vivere e gustare giorni felici, dato che questo costituisce una ricompensa, fa’ attenzione all’opera che vale questa ricompensa: Preserva la tua lingua dal male. Così è detto più avanti nel Salmo: C’è qualcuno che desidera la vita e brama di gustare giorni felici? Aggiunge: Preserva la tua lingua dal male e le tue labbra non dicano il falso: allontànati dal male e fa’ il bene (Sal 33, 15). Dillo ora: voglio. Chiedevo: vuoi la vita? Rispondevi: La voglio. Chiedevo: Vuoi gustare giorni felici? Rispondevi: Voglio. Preserva la tua lingua dal male. Dillo ora: Voglio. Allontanati dal male e fa’ il bene. Di’: Voglio! Ma se questo vuoi, realizza l’opera e ti affretti verso la ricompensa.

(S. Agostino, Sermo 297, 3.4)

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mercoledì, settembre 20, 2006

"La gioia di amare"

Silenzio

"Abbiamo bisogno di trovare Dio,
ma non possiamo certo trovarlo
nel rumore e nell'inquietudine.
Dio è amico del silenzio.
Più ci impegnamo a pregare nel silenzio
e più riusciamo a dare nelle nostre azioni.
Non è essenziale ciò che diciamo,
ma ciò che Dio dice a noi
e ciò che dice attraverso di noi."

Madre Teresa di Calcutta

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domenica, settembre 17, 2006

La vita divina che si sviluppa nell'anima

non può essere altro che vita trinitaria.

L'anima si dona alla volontà eterna di Dio

che genera, per così dire, nuovamente il Figlio.

L'anima si fa tutt'uno col Figlio e vorrebbe

scomparire in lui affinchè il Padre

non veda nient'altro che il figlio.

E lo stesso si fa tutt'uno con lo Spirito Santo

e diventa effusione d'amore divino

Edith Stein - Teresa Benedetta della Croce

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domenica, settembre 10, 2006

 

Andiamo

dove la corrente

ci muove

per acque incontaminate

nel regno della trasparenza.

 

 

Foto e versi di

Maria Antonietta Elia

 Dall'opera :

2006 Un anno

davanti a Te

 

ADDA

EDITORE

 

 I © dell' immagine e dei versi appartengono all'Autrice.

Concessa la pubblicazione!! 

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domenica, settembre 03, 2006

Qual è il prossimo da amare per amare Dio

 Adoperiamoci con tutti i nostri sforzi per far giungere a Dio anche quelli che amiamo come noi stessi, se sappiamo già amare noi stessi mediante l’amore verso di Lui. In realtà Cristo, cioè la Verità in persona, afferma che tutta la Legge e i Profeti dipendono da questi due comandamenti: amare cioè Dio con tutto il cuore con tutta l’anima, con tutta l’intelligenza e il prossimo come noi stessi (Mt 22, 37ss). Il "prossimo", di cui parla questo passo, non dobbiamo prenderlo nel senso di chi ci è congiunto per parentela carnale, ma per la comunanza della ragione che lega tra loro tutti gli uomini in un’unica società. Se infatti ci associa il rapporto del danaro, quanto più ci deve legare il rapporto della natura per la legge non d’un comune commercio, ma della comune provenienza. Ecco perché anche il famoso comico - giacché lo splendore della verità non difetta agli ingegni brillanti - in un dialogo, che immagina si svolga tra due vecchi, fa dire ad uno d’essi: I tuoi affari ti lasciano forse tanto tempo libero, da occuparti anche di quelli degli altri, che non ti riguardano affatto? Al che l’altro risponde: Sono uomo e penso che nessun fatto umano debba essermi indifferente! Si narra altresì che l’intero teatro, pieno di gente stolta e ignorante, applaudì la suddetta battuta, tanto la comunanza delle anime umane aveva commosso il sentimento comune di tutti, che ciascuno dei presenti si sentì "prossimo" di qualunque altro uomo.

(S. Agostino, Ep. 155, 4.14)

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