giovedì, agosto 31, 2006

Siamo i semi

Laghetto alpino

Per noi viandanti
eternamente alla ricerca
della Via più solitaria,
non inizia il giorno
dove un altro giorno finisce,
e nessuna aurora ci trova
dove ci ha lasciato il tramonto.

Anche quando dorme la terra,
noi procediamo nel viaggio.
Siamo i semi della Tenace Pianta,
ed è nella nostra maturità
e pienezza di cuore
che veniamo consegnati
al vento e dispersi.

KAHLIL GIBRAN

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categoria:riflessioni
domenica, agosto 27, 2006

 Godiamo se tutti gli uomini amano Dio

Lago e monti

Tutti gli uomini debbono essere amati ugualmente, ma se non ti è possibile intervenire a vantaggio di tutti, devi di preferenza interessarti di coloro che ti sono strettamente congiunti per circostanze di luogo, di tempo o di qualsiasi altro genere, che la sorte ti ha per così dire assegnato. Fa’ il caso che tu fossi nell’abbondanza di qualcosa da doversi dare a chi non ne ha, ma che fosse impossibile darne a due. Se ti si presentassero due persone, delle quali nessuna è più povera dell’altra o più legata a te da qualche parentela, niente di più corretto potresti fare che tirare a sorte colui al quale dare quell’oggetto che non può essere dato a tutti e due. Allo stesso modo per il caso di più uomini che non puoi aiutare tutti contemporaneamente. È una specie di scelta fatta dalla sorte, se qualcuno ti è unito in un grado superiore per legami temporali.

Una parola su tutti coloro che insieme con noi possono fruire del godimento di Dio. Una parte ne amiamo perché ci è dato aiutarli, una parte perché siamo aiutati da loro; una parte perché abbiamo bisogno del loro aiuto o perché ci è dato di soccorrere alla loro indigenza; una parte senza che noi arrechiamo loro dei vantaggi né attendiamo che ci vengano arrecati da loro. In ogni caso dobbiamo volere che tutti amino Dio insieme con noi e a quest’ultimo fine dobbiamo riferire tutto l’aiuto che loro diamo o da loro riceviamo.

(S Agostino, De doctrina christiana 28.29-29.30)

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categoria:filosofia
domenica, agosto 20, 2006

Perseveriamo fermamente nel cammino della fede

Non cercare cose che sono troppo alte per te e non ti occupare di cose che superano le tue forze (Sir 3, 22). Non che la conoscenza di questi misteri ci sia negata, dato che Dio, nostro maestro, ci dice che non c’è nulla di occulto che non sarà svelato (Mt 10, 26); ma se proseguiamo il cammino intrapreso, come dice l’Apostolo, Dio non solo ci rivelerà ciò che ignoriamo e che pure dobbiamo sapere, ma altresì ciò che noi non abbiamo inteso rettamente. Il cammino che abbiamo intrapreso è il cammino della fede: perseveriamo fermamente in essa e ci introdurrà nei segreti del Re, dove sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza. Non era certo per invidia che il Signore Gesù Cristo diceva ai suoi grandi e particolarmente eletti discepoli: Ho ancora molte cose da dirvi, ma adesso non siete in condizione di portarle (Gv 16, 12). Dobbiamo camminare, progredire, crescere, affinché i nostri cuori diventino capaci di contenere quelle cose che adesso non siamo in grado di accogliere. E se l’ultimo giorno ci troverà in cammino, conosceremo lassù ciò che qui non siamo riusciti a conoscere.

(S. Agostino, In Io. Ev. 53, 7)

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categoria:filosofia
sabato, agosto 05, 2006

La luce del sole

dà colore ai fiori

e signoreggia

la vita del mondo.

 

Foto e versi di

Maria Antonietta Elia

 Dall'opera :

2006 Un anno

davanti a Te

 

ADDA

EDITORE

 

 I © dell' immagine e dei versi appartengono all'Autrice.

Concessa la pubblicazione!! 

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categoria:poesia