
"Come dice S. Giovanni della Croce nel suo cantico: « Non avevo né guida, né luce, fuorché quella che mi brillava nel cuore; quella luce mi guidava più sicura di quella del mezzogiorno nel luogo in cui mi attendeva Colui che mi conosce perfettamente ». Quel luogo era il Carmelo: prima di « riposarmi all'ombra di Colui che desideravo », dovevo passare per molte prove, ma la chiamata Divina era così pressante che se avessi dovuto attraversare le fiamme l'avrei fatto per essere fedele a Gesù. Ad incoraggiarmi nella mia vocazione, trovai una sola anima, fu quella della mia diletta madre .. il mio cuore trovò nel suo un'eco fedele e senza di lei non sarei arrivata arrivata alla riva benedetta che l'aveva accolta da cinque anni sul suo suolo impregnato di rugiada celeste. Sì, da cinque anni ero lontana da lei, Madre diletta, credevo di averla perduta, ma al momento della prova è la sua mano che mi indicò la strada che dovevo seguire. Avevo bisogno di questo conforto perché i parlatori al Carmelo mi erano divenuti sempre più penosi; non riuscivo a parlare del mio desiderio di entrare senza sentirmi respinta. Maria, pensando che fossi troppo giovane, faceva tutto il possibile per impedire la mia entrata; lei stessa, Madre, per mettermi alla prova, cercava qualche volta di rallentare il mio ardore: insomma, se non avessi avuto veramente la vocazione, mi sarei fermata fin dall'inizio, perché incontrai ostacoli non appena cominciai a rispondere alla chiamata di Gesù."
(Santa Teresina, Scritto autobiografico "Storia di un'anima - A" n. 141 - 142)



















