domenica, maggio 28, 2006

Salire in Alto

La risurrezione del Signore è la nostra speranza,

l’ascensione del Signore è la nostra glorificazione.

Celebriamo oggi la solennità dell’Ascensione.

Se vogliamo celebrare l’ascensione del Signore

rettamente, fedelmente, devotamente, santamente, piamente,

saliamo insieme a lui e teniamo in alto il nostro cuore.

Nel salire però non insuperbiamoci.

Dobbiamo infatti tenere il cuore in alto,

ma rivolto al Signore.

Avere il cuore in alto,

ma non rivolto al Signore

significa essere superbi;

invece avere il cuore in alto

rivolto al Signore significa rifugiarsi in lui.

Al Signore infatti che è asceso noi diciamo:

Signore, tu sei il nostro rifugio.

È risorto infatti per darci un motivo di speranza,

poiché risorge ciò che muore;

affinché, essendo destinati alla morte,

non disperassimo

e non pensassimo che con la morte

la nostra vita è totalmente finita.

Eravamo infatti preoccupati

perfino della sorte dell’anima;

ma lui risorgendo ci ha dato la certezza

anche sulla sorte del corpo.

Dunque ascese, ma chi?

Colui che prima discese.

È disceso per guarirti;

ascende per elevarti.

Cadrai se vorrai elevarti da te stesso;

rimarrai in alto se ti eleverà lui.

Avere dunque il cuore in alto,

ma rivolto al Signore, significa rifugiarsi in lui;

avere il cuore in alto ma non rivolto al Signore

significa essere superbi.

Diciamo pertanto a Cristo che risorge:

Tu, Signore, sei la mia speranza;

a Cristo che ascende:

Hai posto in alto il tuo rifugio (Sal 90, 9).

(S. Agostino, Sermo 261, 1)

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categoria:riflessioni, filosofia
giovedì, maggio 25, 2006
Il tempo del sorriso
 
 
E tornerà il tempo del sorriso!
Mi farò fiore allora
che coglierai tra i fiori
-vellutato lambire
d'amorevoli dita!-
o diverrò tormento
ad annebbiarti il cuore,
-delizioso bruciare
d'un amore ch'è vita!-
Mi troverai falena
posata sulla lampada che illumina il tuo scrivere,
sogno traslato in versi
a sfidare il destino
e con un volo appena
ti sfiorerò la fronte, umana protezione a celare il divino,
tocco simile a un bacio
a incontrarti i pensieri
per dare fondamento ai dubbi del mio ieri.
E tornerà il tempo del sorriso.
E' dello spirito privo della scorza
confondersi col Tutto,
conoscere e vedere,
sapere, assaporare.
Sarà così ancora del mio spirito
spogliato della scorza,
slacciare la paura,
disfarsi delle lacrime
ritrovarti,  parlarti
con quell'Amore grande che non ha più confini,
rifiuti, discrepanze,
contrasti, sofferenze,
sarà solo pensiero
bellezza, verità.
E tornerà il tempo del sorriso.
Finalmente!
 
 
Silvia,         8 maggio 2006
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categoria:emozioni, i grandi poeti
domenica, maggio 21, 2006

Coscienza

Ecco della gente che conduce una vita buona,

ma crede basti avere la [testimonianza della] propria coscienza

e non si cura gran che di quello che sul suo conto pensano gli altri.

Non si rendono conto, costoro, che, quando uno vede

comportarsi negligentemente una persona di buona coscienza

(la vedono, ad esempio, fraternizzare con tutti

e andare dappertutto;

la vedono assidersi ai banchetti idolatrici,

certamente perché sa che l’idolo è un nulla),

allora la coscienza dell’altro, essendo inferma,

riceve l’esempio non dalle cose che vede,

ma da ciò che sospetta.

L’uomo infatti, il tuo simile, il tuo fratello,

non può entrare nella tua coscienza che solo Dio conosce.

Sia dunque la tua coscienza aperta a Dio,

ma il tuo comportamento sia edificante per il tuo fratello!

Se costui, supponendo in te del male,

sarà rimasto turbato e avrà preso da te l’esempio

per fare ciò che crede abbia anche tu fatto,

dal momento che tu vivi così,

cosa giova che il ventre della tua coscienza

abbia bevuto acqua pura,

se il tuo simile per la tua trascuranza

avrà ricevuto del turbamento nella condotta?

Ebbene, fratelli,

preoccupiamoci non solamente di vivere bene,

ma anche di tenere una buona condotta di fronte alla gente.

Procuriamo d’avere non soltanto una buona coscienza,

ma per quanto ce lo consente la nostra debolezza,

per quanto riesce al controllo della fragilità umana,

abbiamo anche l’attenzione di non far nulla

che crei dei sospetti nel nostro fratello più debole.

Non deve cioè succedere che,

mentre noi mangiamo erbe pulite e beviamo acque limpide,

calpestiamo i pascoli di Dio

e le pecore più deboli debbano mangiare

ciò che è stato calpestato e bere ciò che è stato intorbidito.

(S. Agostino, Sermo 47, 11.14)

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categoria:riflessioni
domenica, maggio 14, 2006

Se

Se tu sapessi con quanto amore seguo i tuoi passi..... 
Se tu sapessi con quanto amore asciugo le tue lacrime.... 
Se tu sapessi con quanto amore ti prendo per mano affinchè tu non cada.....
Se tu sapessi con quanto amore ti guardo....
mentre annaspi nel caos della vita.....
E ogni istante ....minuto....ora della giornata .....
ti sono accanto..... In ogni tuo respiro prende vita il mio battito d'ali.... 
In ogni tuo sguardo prende vita il mio sorriso.....
Vorrei volare assieme a te....e forse un giorno lo faremo.... 
quando sarai consapevole della tua divinità.....
aprirai le ali..... e volerai felice ......capirai cosa sono.....
e quanto ti amo. Ora non volo ....ma cammino assieme a te....
a fianco a te. Io sono il tuo angelo.....quello della tua anima....
del tuo cuore quell'angelo che ogni mattina ti sveglia con un bacio....
e ogni notte, apre le sue ali per riscaldarti il cuore. 
Io sono il tuo angelo.....quello che mai ti abbandonerà.....
quell' angelo che aspetta solo un tuo ...si....per rivelarsi al tuo cuore.

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categoria:riflessioni
giovedì, maggio 11, 2006

Cambiamo vita, finché c’è tempo

e correggiamo le nostre azioni se fossero cattive.

 Questo affinché ciò che senza alcun dubbio

si avvererà per i peccatori,

 non ci trovi in mezzo a coloro a cui toccherà:

non perché non ci saremo,

ma perché non ci troverà come coloro

per i quali è stato predetto che si avvererà.

Perciò il giudice minaccia di venire,

per non trovare chi debba punire quando verrà.

Così i profeti: cantano tali cose,

per farci correggere.

Se Dio volesse condannarci, tacerebbe.

Nessuno che voglia colpire dice: "Sta’ attento!".

Tutto ciò che abbiamo ascoltato, fratelli,

tramite le Scritture,

è la voce di Dio che dice:

"Sta’ attento!".

E tutto ciò che soffriamo,

le tribolazioni di questa vita,

è castigo di Dio che vuol correggerci,

per non condannarci alla fine.

Sono aspre, penose, spaventano a raccontarle,

le molto gravi sofferenze che ciascuno

deve sopportare in questa vita;

paragonate però al fuoco eterno

sono non dico piccole, ma nulle.

Sia che veniamo castigati noi,

sia che altri vengano castigati,

è per nostro ammonimento.

Tutte le pene, fratelli, che in questa vita

ci vengono inflitte dal Signore,

sono per ammonirci e per stimolarci a correggerci.

Verrà il fuoco eterno,

riguardo al quale così verrà detto a coloro

che saranno posti alla sinistra:

Andate nel fuoco eterno,

che è stato preparato

per il diavolo e per i suoi angeli (Mt 25, 41).

(S. Agostino, Sermo 22, 3)

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categoria:riflessioni
domenica, maggio 07, 2006

 

E' sovrano l'incanto

delle rose

e trova confronto

solo nell'amore

che sboccia

con la forza della vita.

 

Foto e versi di

Maria Antonietta Elia

 Dall'opera :

2006 Un anno

davanti a Te

 

ADDA

EDITORE

 

 I © dell' immagine e dei versi appartengono all'Autrice.

Concessa la pubblicazione!! 

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categoria:poesia
giovedì, maggio 04, 2006

 Riflettiamo

 
 

 

 La nostra vita é fatta di scelte, di decisioni, di prese di posizione:

a seconda di cosa si sceglie o si decide di fare, tutto

quello che viene dopo ne é influenzato. Come l'imboccatura di

una autostrada: andare a destra o a sinistra non é la stessa

cosa. Dalla scelta dipende andare per esempio al mare o in montagna.

E poi non sempre é agevole ritornare indietro, una volta che

ci si é accorti di aver sbagliato, e comunque comporta minimo

una perdita di tempo e magari delle arrabbiature. Allora é importante

essere informati su quello che andiamo a fare e a scegliere,

ed é importante scegliere bene. Come fare, però, in mezzo a tutta

questa marea di gente che urla, che propone, che offre, che sembra

avere la cosa migliore di tutte, che scrive, che canta, che si propone?

A volte la scelta é un attimo, e quante volte quell'attimo é stato

fatale! Passare o no con il semaforo giallo? E' un attimo, e ti può

andare bene, o male, se dall'altra parte c'é un vigile

che ti ferma o, peggio, se dall'altra parte qualcuno parte

prima che arrivi il verde! Allora é importantissimo essere

attenti e vigili, usare la massima cautela, essere prudenti nelle

nostre scelte. C'é Qualcuno, però, che ci può aiutare in maniera

molto forte, in tutte le nostre scelte, anche quelle più banali,

perché passare con il giallo poco si addice a chi ha a cuore la propria vita

e quella altrui: Dio, che é sempre presente nella nostra vita, ed é sempre

al nostro fianco. Quante volte l'abbiamo invocato?

Quante volte abbiamo chiesto il suo aiuto? Quante volte non lo

abbiamo interpellato per paura che ci desse una risposta diversa da quella

che volevamo noi? Eppure Lui é Padre, non può che volere il

nostro bene, non può che darci consigli saggi e giusti, per

la nostra e la vita di chi ci sta accanto. Acquisire confidenza

con Lui attraverso la sua Parola, i Sacramenti, ascoltando

l'insegnamento che ci viene dalla Chiesa, vivendo in una comunità

concreta, ci aiuterà ad essere sempre sintonizzati con la sua voce,

per non sbagliare MAI. Così ha fatto sempre Maria nella sua vita,

fin dal primo SI: come poteva sapere che da quel si sarebbe

dipeso il destino dell'umanità? Ma la sua fiducia in Dio

ha operato il miracolo dell'accettazione della Sua volontà,

e la liberazione di tutti gli uomini dalla schiavitù del peccato.

Ascoltiamo il Signore, ascoltiamo Maria, che sempre ci

guida al suo Figlio diletto e che può solo favorirci ed accompagnarci a Lui.

AVE MARIA.

Tratto da BuongiornonelSignore

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categoria:riflessioni
lunedì, maggio 01, 2006

 Ringraziamento a Dio per tutti i suoi doni

20. 31. Eppure, Signore, a te eccellentissimo, ottimo creatore e reggitore dell'universo, a te Dio nostro, grazie 96, anche se mi avessi voluto soltanto fanciullo. Perché anche allora esistevo, vivevo, sentivo, avevo a cuore la preservazione del mio essere immagine della misteriosissima unità da cui provenivo; vigilavo con l'istinto interiore sull'integrità dei miei sensi, e persino in quei piccoli pensieri, su piccoli oggetti, godevo della verità; non volevo essere ingannato, avevo una memoria vivida, ero fornito di parola, m'intenerivo all'amicizia, evitavo il dolore, il disprezzo, l'ignoranza. Cosa vi era in un tale essere, che non fosse ammirevole e pregevole? E tutti sono doni del mio Dio, non io li ho dati a me stesso. Sono beni, e tutti sono io. Dunque è buono chi mi fece, anzi lui stesso è il mio bene, e io esulto in suo onore 97 per tutti i beni di cui anche da fanciullo era fatta la mia esistenza. Il mio peccato era di non cercare in lui, ma nelle sue creature, ossia in me stesso e negli altri, i diletti, i primati, le verità, precipitando così nei dolori, nelle umiliazioni, negli errori. A te grazie, dolcezza mia e onore mio e fiducia mia, Dio mio, a te grazie dei tuoi doni. Tu però conservameli, così conserverai me pure, e tutto ciò che mi hai donato crescerà e si perfezionerà, e io medesimo sussisterò con te, poiché tu mi hai dato di sussistere.

S. Agostino, Confessioni, libro I

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categoria:filosofia