giovedì, marzo 30, 2006

Chiamata ad  Amare !

"L'anima di noi giovani è come un'anfora fragile,

basta un colpo di una piccola pietra perchè

l'anfora si frantumi come un sogno interrotto.

Ma è solo il passare del tempo e delle tempeste

che dà consistenza all'anima;

Dio fa sempre irruzione tra le macerie dei nostri

castelli in rovina e ci fa assaporare la sua presenza,

ci fa gustare e intravedere che per la nostra vita

c'è un altro destino che coincide con il suo progetto

e la sua chiamata di infinito amore e tenerezza".

Suor Veronica Monica Novizia

Tratto da Voce di Padre Pio, N. 3, Marzo 2006

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domenica, marzo 26, 2006

Missione

"O Gesù, mio amore, mia vita!... Come conciliare questi contrasti? Come realizzare i desideri della mia povera piccola anima?...Ah, nonostante la mia piccolezza, vorrei illuminare le anime come i Profeti, i Dottori! Ho la vocazione d'essere Apostolo... Vorrei percorrere la terra, predicare il tuo nome e piantare sul suolo infedele la tua Croce gloriosa! Ma, o mio Amato, una sola missione non mi basterebbe: vorrei al tempo stesso annunciare il Vangelo nelle cinque parti del mondo e fino nelle isole più lontane... Vorrei essere missionaria non solo per qualche anno, ma vorrei esserlo stata dalla creazione del mondo ed esserlo fino alla consumazione dei secoli... Ma vorrei soprattutto, o mio Amato Salvatore, vorrei versare il sangue per te fino all'ultima goccia!...Il Martirio: ecco il sogno della mia giovinezza! Questo sogno è cresciuto con me dentro il chiostro del Carmelo... Ma anche qui, sento che il mio sogno è una follia, perché non saprei limitarmi a desiderare un genere di martirio... Per soddisfarmi mi ci vorrebbero tutti!... Come te, Sposo mio Adorato, vorrei essere flagellata e crocifissa... Vorrei morire scorticata come San Bartolomeo... Come San Giovanni, vorrei essere immersa nell'olio bollente, vorrei subire tutti supplizi inflitti ai martiri... Con Sant'Agnese e Santa Cecilia vorrei presentare il collo alla spada e come Giovanna d'Arco, la mia sorella diletta, vorrei sussurrare sul rogo il tuo nome, o Gesù!... Considerando i tormenti che toccheranno in sorte ai cristiani al tempo dell'Anticristo, mi sento trasalire il cuore e vorrei che quei tormenti fossero riservati a me... Gesù, Gesù! Se volessi scrivere tutti i miei desideri, dovrei prendere il tuo libro della vita: là sono riportate le azioni di tutti i Santi, e quelle azioni vorrei averle compiute per te...O mio Gesù, cosa risponderai a tutte le mie follie?... Esiste un'anima più piccola, più impotente della mia?...Eppure, proprio a causa della mia debolezza, ti sei compiaciuto, Signore, di esaudire i miei piccoli desideri infantili, e oggi vuoi esaudire altri desideri più grandi dell'universo..."

Santa Teresina, Scritto autobiografico"Storia di un'anima-B" n. 251-252

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giovedì, marzo 23, 2006

Fiorellini

"Amavo coltivare i fiorellini

nel giardino che Papà mi aveva donato;

mi divertivo ad erigere degli altarini

nella rientranza che si trovava a metà del muro.

Quando avevo finito, correvo da Papà

e trascinandolo gli dicevo di chiudere bene gli occhi

e di aprirli solo quando gli avrei detto io di farlo:

faceva tutto quello che volevo

e si lasciava condurre davanti al mio giardinetto;

allora gridavo: «Papà, apri gli occhi! .

Li apriva e andava in visibilio per farmi piacere,

 ammirando quello che io pensavo fosse un capolavoro!...

Non finirei mai se volessi raccontare

mille piccoli episodi di questo genere

che mi si affollano nella memoria...

Ah, come potrò ripetere tutte le tenerezze

che « Papà » prodigava alla sua reginetta?

Ci sono cose che il cuore sente,

ma che la parola e perfino il pensiero

non possono riuscire ad esprimere..." 

Teresina, scritto autobiografico, "Storia di un'anima-A" n. 49

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domenica, marzo 19, 2006

 Nuova Beata

La Venerabile Sr. Elia di San Clemente “la piccola ostia”

Quella di Sr. Elia con Gesù Eucaristia è una storia d'amore, che è anche storia di immolazione e di martirio, di una vita che, come il chicco di grano caduto in terra, morendo a se stessa e al mondo ha portato e continua a portare molto frutto. In una poesia (Una piccola ostia), composta a circa un mese dalla sua morte scrive tra l'altro: Gesù, gioia dei cuori, o santo amore/ un'Ostia accanto a Te esser vorrei/ felice per amor come morrei,/ per dar vita di grazia ad un sol cor/ (...) Una piccola Ostia bianca e pura/ è il più bel ciel che tu possa trovare/ ebben questo granello sfarinare/ ti degna sommo amor, dolce Signor/ Tu lo riduci in polvere, se vuoi/ o pur lo caccia bene sottoterra/ sì che marcendo i tuoi tesor disserra/ un altro dì nel gaudio del bel Ciel/ Gesù, la bianca ostia qui ti chiede/ come Ignazio d'esser maciullata/ dall'amore e dolore stritolata/ pei poveri fratelli peccator... (15.11.1927...   Sacrestana...).

 Immagini più belle e più chiare Sr. Elia non potrebbe trovare: granello che "si sfarina", che diventa l'impalpabile polvere bianca che un semplice soffio può disperdere; granello che "marcisce" nella terra perché possa aprirsi in tesori divini; ostia pronta ad essere "maciullata", "stritolata" dall'amore e dal dolore per gli altri, come aveva detto S. Ignazio di Antiochia (che qui Sr. Elia cita espressamente): "Sono il frumento di Dio, macinato dai denti delle fiere per diventare pane puro di Cristo" (Rm 4,1). Solo così Sr. Elia può essere la piccola ostia che posa, come Giovanni, eternamente sul petto del Signore, come l'innamorata sul petto dell'amante, lei "tenue fiorellino", "piccola Agnelletta", sposa dell'Agnello Immacolato.

prof. Giuseppe Micunco

notaio per la causa dei Santi

Tratto da Odegitria.bari

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mercoledì, marzo 15, 2006

Il sole non può tacere

Sono stato assente dal mio paese per un lungo periodo. Passando per la piazza principale m’accorsi che mancava la luce. Manca da mezz’ora – mi dicono – per un improvviso temporale.

Arrivo a casa mia e vedo gente in festa, amici, parenti e persone che non conosco. Dopo i saluti, alle mie prime frasi, si rendono conto che io non so nulla della “festa dei colori” che per tutta la giornata ha rallegrato migliaia di persone accorse dai paesi circostanti. "Una cosa straordinaria – mi ripeteva zio Piero – avresti dovuto esserci anche tu; una vera meraviglia di colori accostati con grande gusto. Vedessi l’intensità e l’eleganza di ogni particolare. È meraviglioso passare con lo sguardo da un singolo colore all’armonia dell’insieme; ti sembra di ascoltare una musica che da una nota si dispiega in un mare di note."

Uno dei presenti, per sottolineare ciò che tutti avevano provato, esclama: “Forse in Paradiso avremo la gioia di contemplare un simile spettacolo, di gustare una simile silenziosa sinfonia”.

Di fronte a tali affermazioni mi sono rammaricato: "Ma io sono passato da qualche minuto per quella piazza e non ho visto nulla. Tutto buio. Non ho percepito nessun colore. Prima che nella notte ritirino tutto l’allestimento vorrei ammirare anch’io qualcosa”.

Paolo mi procura un potente faro a batterie. “Andiamo insieme in piazza” – mi dice –. Punta il faro prima sui particolari della mostra e poi lo allarga panoramicamente fino ad abbracciare tutto l’insieme. “Che spettacolo! Che festa di colori! Proprio una sin­fonia! Uno splendore!” ripetevo con sempre maggiore entusiasmo.

"Pensare che tu sei passato in piazza e non hai visto niente. Mancava la luce. I colori c’erano, c’era la bellezza. Senza la luce non venivano in risalto, non si potevano gustare. Come non esistessero. Eh, già!.. solo la luce te li fa vedere e ammirare."

L’amore è la luce che tu puoi portare ad ogni persona. Il tuo amore a chiunque tu incontri è la luce che ne mette in risalto la meraviglia. Illuminato da questo tuo amore, ciascuno ti rivelerà, ti regalerà la gioia e la bellezza che Dio gli ha dato per te.

Padre Andrea Panont o.c.d.

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domenica, marzo 12, 2006

La lacrima di Dio


Deve essere stato per un'impazienza non più sopportabile che un giorno Dio Padre, fissando lo sguardo sugli uomini che si erano fatti curvi per la schiavitù, con dentro il cuore la siccità disperata del deserto, proprio come orfani destinati a non conoscere amore, disse dentro di Sé: "Basta!".

Con braccio potente raccolse tutte le stelle piccole e grandi che sono nel firmamento e con esse scrisse queste parole agli uomini:
"VI AMO!"
a lettere così grandi che occuparono tutto il cielo in modo che tutti gli uomini le potessero leggere: tutti, proprio tutti...

Per la grande pietà o per il grande amore che gli riempivano il cuore, nello scrivere "Vi amo" cadde dagli occhi di Dio una lacrima che scivolò sulle stelle bagnandole tutte e facendole splendere di più e dalle stelle la lacrima andò a posarsi su una mangiatoia a Betlemme e si chiamò quel giorno Natale di Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine.

Quella lacrima schizzò sugli occhi spenti degli uomini e questi finalmente guardarono in su e lessero: "VI AMO". Scoppiò una gran gioia e si cantò pace nel cuore di tanti. Ancora oggi gli uomini sono stanchi, soli ed aridi fino ad uno smarrimento ed un'angoscia che avvolge tutto di una coltre di tristezza che nasconde tanto il cielo da disperare che esista ancora.

Ma a Natale, ogni Natale, le stelle obbedienti si allineano per riscrivere: "VI AMO". E torna a piovere sulla terra una lacrima di tenerezza del Padre: una lacrima che cerca ancora gli occhi spenti degli uomini per posarsi in loro come in una "nuova mangiatoia di Gesù", perché il mondo sia un irrefrenabile scroscio di sorrisi.

Io a Natale apro gli occhi in su perché voglio riempirmi gli occhi di quella lacrima e piangere di gioia come Maria. Prego: «Guarda, Signore, me e tutti i miei amici che sono la più grande cesta, la stupenda immensa cesta, che porto sulle spalle: esaudisci, Signore, ridònati a noi perché ne abbiamo bene: senza di Te, stiamo male, ma tanto male. Insegnaci a cercarti e Tu mostrati quando Ti cerchiamo».

Che Ti cerchiamo, Signore, desiderandoti e Ti desideriamo cercandoti. Che Ti troviamo amandoti e Ti amiamo trovandoti (S. Anselmo)

(Mons. Antonio Riboldi, Vescovo di Acerra)

Tratto da BuongiornonelSignore di Eugenio Marrone

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giovedì, marzo 09, 2006

Frutti di mare

Frutti di mare

Foto di Girolamo De Vanna

 

Frutti di mare

tra i flutti pescati

 polpi bianchi

sorpresi e arricciati.

 

Nel fondo i ricci

aculea difesa

dentro le stelle

di rosso colore.

 

Acerbi frutti

pregni di sole

giunchi intrecciati

olio e limone.

 

Roccia bucata

casa violata

morte e dolore

per gola e sapore.

 

Lorenzo  8 marzo 2006

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domenica, marzo 05, 2006

Marzo

Per cercarti

ho spinto lo sguardo in alto

verso i confini

che toccano il cielo

dove la luce investe

le più alte vette.

 

Foto e versi di

Maria Antonietta Elia

 

Dall'opera :

2006 Un anno

davanti a Te

 

ADDA

EDITORE

 

 I © dell' immagine e dei versi appartengono all'Autrice.

Concessa la pubblicazione!! 

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categoria:poesia
mercoledì, marzo 01, 2006

Più in alto



Dal Passo Falzarego salivo verso il Lagazzuoi ad andatura misurata assieme ad alcuni amici. Ad un certo momento, quando, dopo un bel tratto di cammino, la fatica si faceva sentire, mi ripetevo, senza far trasparire nulla ai compagni: “Chi me l’ha fatto fare? Chi me lo fa fare? Come ripartirò domani mattina?” Ma, stringendo i denti, proseguivo.

Arrivato, finalmente: “Che panorama!... Che sole!… Che azzurro!… Che fortuna! Il rifugio!… Fatica ripagata!

In due, o più, si sale più agevolmente, si sente meno la fatica: quando uno è stanco, l’altro lo incoraggia e viceversa.

Così nella vita…Dove ogni giorno ti aspetta una nuova faticosa salita; ma, insieme, sempre una nuova soddisfazione, un nuovo sole, un nuovo panorama… e sempre più largo, perché si sale ripartendo dal punto in cui si è arrivati.


Padre Andrea Panont o.c.d.

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categoria:riflessioni, emozioni