mercoledì, aprile 27, 2005

 Antico, sono ubriacato dalla voce

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch'esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t'era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l'aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare, ma non piú degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m'hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarmi cosí d'ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.

Eugenio Montale, Ossi di seppia; Mediterraneo
 
Buona giornata!
 
Orizzonte
 
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categoria:emozioni
domenica, aprile 24, 2005

I pensieri messi per iscritto

non sono nulla di più

che la traccia di un viandante nella sabbia:

 si vede bene che strada ha preso,

ma per sapere che cosa ha visto

durante il cammino

bisogna far uso dei suoi occhi.

Arthur Schopenhauer

Buona Domenica!

Orizzonte

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categoria:riflessioni
mercoledì, aprile 20, 2005

 «Dopo il Grande Papa

Giovanni Paolo II i Signori Cardinali

hanno eletto me,

un semplice e umile lavoratore

nella vigna del Signore»

Benedetto XVI

Buona giornata!

Orizzonte 

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categoria:emozioni
domenica, aprile 17, 2005
 
 

In primavera

la natura ci parla

con il colore dei fiori.

 

Oggi ti scriverò

una lettera d'amore.

 

Il colore  trionfa

nella terra del cuore.

 

Versi di

Maria Antonietta Elia

 

Dall'opera :

2005 Un anno

davanti a Te

 

ADDA

EDITORE

 

Si ricorda che i ©  d foto e versi appartenogono all'Autrice,

che gentilmente ha concesso la pubblicazione!! 

 

Un Grazie di Cuore!

Felice Domenica!

Orizzonte

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categoria:poesia
mercoledì, aprile 13, 2005
Vagano sparse
 
 
 
 
              

le parole

come foglie d'autunno senza ramo,

discendono
 
risalgono
 
s'intrecciano
 
in un'estrena danza di commiato,
 
melanconiche tracce,
 
in un accenno
 
d'una stagione non più adatta ai fiori.
 
In uno scrigno
 
d'amore e di pensieri
 
le tenevo serbate,
 
prigioniere,
 
perchè non mi rendessero fantasma
 
quando
 
di là dal bosco dell'oblio,
 
oltrepassato il mare del tormento
 
dopo, dell'inquietudine, il sentiero
 
avrei trovato il tuo cuore
 
ad ascoltare
 
a fare sue, le mie parole di speranza
 
di scoprir l'infinito in un sorriso,
 
di sentire il calore in uno sguardo,
 
di sconfiggere il tempo con un bacio.
 
Ma il tempo le ha ingiallite
 
come pagine d'un libro troppo stanco.
 
Disciolgo le catene,
 
non giovano le sbarre all'illusione
 
e soffio le parole verso il cielo
 
a morire magari dentro a un fiore
 
in una goccia di pioggia,
 
in una nube
 
o in una lacrima nascosta
 
del mio perduto
 
sogno di un amore.
 
 
 
 
Silvia
 
 
Emozioni
 
 
Buona giornata!
 
Orizzonte
 
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categoria:emozioni
domenica, aprile 10, 2005

UN UOMO VENUTO DA LONTANO

Testo della canzone  "Un uomo venuto da lontano", di Marrocchi-Minghi-Marrocchi, dedicata a Giovanni Paolo II.

Il brano è stato eseguito da Amedeo Minghi a Cracovia, Buenos Aires, Strasburgo, Bucarest, Gerusalemme, Madrid, Villa Madama, nel corso delle manifestazioni promosse dal MAE nel XXV anniversario del Pontificato di Giovanni Paolo II.

Un uomo venuto da molto lontano,
negli occhi il ricordo dei campi di grano,
il vento di Auschwitz portava nel cuore
e intanto scriveva poesie d'amore,
amore che nasce dentro il cuore dell'uomo
per ogni altro uomo.

Un uomo venuto da molto lontano
stringeva il dolore e un libro nella mano
qualcuno ha sparato
ed io quel giorno ho pianto,
ma tutto il mondo gli è rimasto accanto:
quel giorno il mondo ha ritrovato il cuore,
la verità non muore.

Un uomo che parte, vestito di bianco,
per mille paesi e non sembra mai stanco,
ma dentro i suoi occhi un dolore profondo;
vedere il cammino diverso del mondo,
la guerra e la gente che cambia il suo cuore,
la verità che muore:

(corale) Và, dolce grande uomo, và
Và, parla della libertà.
Và, dove guerra, fame e povertà

hanno ucciso anche la dignità.
Và e ricorda a questo cuore mio

(coro) và e ricorda a questo cuore mio
Che Caino sono pure io…..

Dall'Est è arrivato il primo squillo di tromba,
il mondo si ferma… c'è qualcosa che cambia,

(corale) un popolo grida:
Noi vogliamo Dio,
la libertà è solo un dono suo:

Tu apri le braccia e incoraggi i figli
ad essere fratelli.

(corale) Và, dolce grande uomo và.
Và, parla della libertà.

Và, dove l'uomo ha per sorella
solo lebbra e mosche sulle labbra.
Và, e ricorda a questo cuore mio

(coro) và e ricorda a questo cuore mio

Che Caino sono pure io…

Buona Domenica!

Orizzonte

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categoria:riflessioni, emozioni
venerdì, aprile 08, 2005

 

... Tornando a casa, non disperdetevi. Confermate ed approfondite la vostra adesione alla comunità cristiana a cui appartenete. Da Roma, dalla Città di Pietro e di Paolo, il Papa vi accompagna con affetto e, parafrasando un'espressione di Santa Caterina da Siena, vi dice: "Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!" (cfr Lett. 368).

Guardo con fiducia a questa nuova umanità che si prepara anche per mezzo vostro, guardo a questa Chiesa perennemente ringiovanita dallo Spirito di Cristo e che oggi si rallegra dei vostri propositi e del vostro impegno. Guardo verso il futuro e faccio mie le parole di un'antica preghiera, che canta insieme il dono di Gesù, dell'Eucaristia e della Chiesa:

"Ti rendiamo grazie, Padre nostro,
per la vita e la conoscenza
che ci hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo.
A Te gloria nei secoli!

Come questo pane spezzato
era sparso qua e là sopra i colli
e raccolto divenne una sola cosa,
così si raccolga la tua Chiesa nel tuo regno
dai confini della terra ...

Tu, Signore onnipotente,
hai creato l'universo,
a gloria del tuo nome;
hai dato agli uomini il cibo
e la bevanda a loro conforto,
affinché Ti rendano grazie;
ma a noi hai donato un cibo
e una bevanda spirituale
e la vita eterna per mezzo del tuo Figlio ...
Gloria a Te, nei secoli!" (Didaché 9, 3-4; 10, 3-4).

Amen.

XV G.M.G. Tor Vergata 20 Agosto 2000

Dall'Omelia del Santo Padre

Giovanni Paolo II

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categoria:riflessioni
mercoledì, aprile 06, 2005

Preghiera di Giovanni Paolo II

La Verna

O San Francesco, stigmatizzato de La Verna,
Il mondo ha nostalgia di te quale icona di Gesù Crocifisso.

Ha bisogno del tuo cuore aperto verso Dio e verso l’uomo,
Dei tuoi piedi scalzi e feriti, delle tue mani trafitte e imploranti.

Ha nostalgia della tua debole voce,
Ma forte della potenza del Vangelo

Aiuta, Francesco, gli uomini d’oggi a riconoscere il male del peccato
E a cercarne la purificazione nella penitenza.

Aiutali a liberarsi delle stesse strutture di peccato,
Che opprimono l'odierna società.

Ravviva nella coscienza dei governanti
L’urgenza della pace nelle Nazioni e tra i Popoli.

Trasfondi nei giovani la tua freschezza di vita,
Capace di contrastare le insidie delle molteplici culture di morte.

Agli offesi da ogni genere di cattiveria comunica, Francesco,
La tua gioia di saper perdonare.

A tutti i crocifissi dalla sofferenza, dalla fame e dalla guerra
Riapri le porte della speranza.

Amen.

Buona Giornata!

Orizzonte

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categoria:riflessioni
domenica, aprile 03, 2005

 Il Papa parla ai giovani

Cari giovani, solo Gesù conosce il vostro cuore,

i vostri desideri più profondi.

Solo Lui, che vi ha amati fino alla morte,

è capace di colmare le vostre aspirazioni.

Le sue sono parole di vita eterna,

parole che danno senso alla vita.

Nessuno all'infuori di Cristo

potrà darvi la vera felicità.

Seguendo l'esempio di Maria,

sappiate dirGli il vostro "sì" incondizionato.

 Non ci sia posto nella vostra esistenza

per l'egoismo né per la pigrizia.

Ora più che mai è urgente che voi siate

le "sentinelle del mattino",

le vedette che annunciano le luci dell'alba

e la nuova primavera del Vangelo,

di cui già si vedono le gemme.

L'umanità ha un bisogno imperioso

della testimonianza di giovani liberi e coraggiosi,

che osino andare controcorrente

e proclamare con forza ed entusiasmo

 la propria fede in Dio, Signore e Salvatore…

Anche voi, cari giovani,

siete posti di fronte alla sofferenza:

la solitudine, gli insuccessi e le delusioni

nella vostra vita personale;

le difficoltà di inserzione nel mondo degli adulti

e nella vita professionale;

le separazioni e i lutti nelle vostre famiglie;

la violenza delle guerre...

e la morte degli innocenti.

Sappiate però che nei momenti difficili,

che non mancano nella vita di ognuno,

non siete soli:

come a Giovanni ai piedi della Croce,

Gesù dona anche a voi sua Madre,

perché vi conforti con la sua tenerezza.

 
(Messaggio per la XVIII GMG 13 aprile 2003)

Giovanni Paolo II

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sabato, aprile 02, 2005

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