venerdì, aprile 30, 2004

Amare

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Amate la vita,

perchè lì è la perfetta letizia:

non tanto nell'essere amati

ma nell'amare.

ricordate che non essere amati

non è una tragedia;

è il non amare la tragedia.

E perfetta letizia sta nel servire

non nell'essere serviti.

Questa è la sapienza: da "sapere"

sapore, gusto, sale.

Questo è il sale della vita: Amare!

Don Tonino

"Grazie per essere così come sei.

Grazie per la tua amicizia.

Grazie per tutte le cose belle che mi insegni.

Grazie ..."

TVB ...

Orizzonte

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giovedì, aprile 29, 2004

Sul Dare

Allora un uomo ricco disse:

Parlaci del Dare.

E lui rispose:

Date poca cosa se date le vostre ricchezze.

E' quando date voi stessi che date veramente.

Che cosa sono le vostre ricchezze se non ciò che custodite e nascondete nel timore del domani?

E domani, che cosa porterà il domani al cane troppo previdente che sotterra l'osso nella sabbia senza

traccia, mentre segue i pellegrini alla città santa?

E che cos'è la paura del bisogno se non bisogno esso stesso?

Non è forse sete insaziabile il terrore della sete quando il pozzo è colmo?

Vi sono quelli che danno poco del molto che possiedono, e per avere riconoscimento, e questo segreto

 desiderio contamina il loro dono.

E vi sono quelli che danno tutto il poco che hanno.

Essi hanno fede nella vita e nella sua munificenza, e la loro borsa non è mai vuota.

Vi sono quelli che danno con gioia e questa è la loro ricompensa.

Vi sono quelli che danno con rimpianto e questo rimpianto è il loro sacramento.

E vi sono quelli che danno senza rimpianto né gioia e senza curarsi del merito.

Essi sono come il mirto che laggiù nella valle effonde nell'aria la sua fragranza.

Attraverso le loro mani Dio parla, e attraverso i loro occhi sorride alla terra.

E' bene dare quando ci chiedono, ma meglio è comprendere e dare quando niente ci viene chiesto.

Per chi è generoso, cercare il povero è gioia più grande che dare.

E quale ricchezza vorreste serbare?

Tutto quanto possedete un giorno sarà dato.

Perciò date adesso, affinché la stagione dei doni possa essere vostra e non dei vostri eredi.

Spesso dite: "Vorrei dare ma solo ai meritevoli".

Le piante del vostro frutteto non si esprimono così né le greggi del vostro pascolo.

Esse danno per vivere, perché serbare è perire.

Chi è degno di ricevere i giorni e le notti, è certo degno di ricevere ogni cosa da voi.

Chi merita di bere all'oceano della vita, può riempire la sua coppa al vostro piccolo ruscello.

E quale merito sarà grande quanto la fiducia, il coraggio, anzi la carità che sta nel ricevere?

E chi siete voi perché gli uomini vi mostrino il cuore, e tolgano il velo al proprio orgoglio così che possiate

 vedere il loro nudo valore e la loro imperturbata fierezza?

Siate prima voi stessi degni di essere colui che da e allo stesso tempo uno strumento del dare.

Poiché in verità è la vita che da alla vita, mentre voi, che vi stimate donatori, non siete che testimoni.

E voi che ricevete - e tutti ricevete - non permettete che il peso della gratitudine imponga un giogo a voi e

 a chi vi ha dato.

Piuttosto i suoi doni siano le ali su cui volerete insieme.

Poiché preoccuparsi troppo del debito è dubitare della sua generosità che ha come madre la terra feconda,

 e Dio come Padre.

Kahlil Gibran




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mercoledì, aprile 28, 2004

Parlaci della Preghiera

Ed egli rispose, dicendo:

Voi pregate nell'angoscia e nel bisogno; dovreste pregare anche

nella pienezza della gioia e nei giorni dell'abbondanza.

Perché che cos'è la preghiera se non l'espansione del vostro io

nell'etere vivente?

E se versare la vostra oscurità nello spazio vi conforta, sarà letizia

per voi riversarvi anche l'aurora.

E se piangete soltanto quando l'anima v'invita a pregare, essa

dovrebbe spronarvi ancora e ancora, fino a che il pianto non diventi

riso.

Quando pregate, salite a incontrare tutti quelli che pregano in

quello stesso momento e che mai, se non nella preghiera, voi potrete

incontrare.

Procurate, dunque, che la visita a quel tempio invisibile sia solo

estasi e soave comunione.

Perché se entrate nel tempio unicamente per chiedere, voi non

riceverete;

E se vi entrate per umiliarvi non sarete innalzati;

Perfino se vi entrate per implorare il bene altrui non sarete

ascoltati.

È sufficiente che entriate nel tempio invisibile.

Io non posso insegnarvi come pregare con le parole.

Dio non ascolta le vostre parole se non quando Egli stesso le

forma sulle vostre labbra.

E io non posso insegnarvi la preghiera delle montagne, delle

foreste e dei mari.

Ma voi che siete nati dalle montagne, dalle foreste e dai mari

potete scoprire in cuor vostro la loro preghiera.

E se ascolterete nella quiete della notte, li udrete dire in silenzio:

"Dio nostro, tu che sei il nostro io alato, è la tua volontà che agisce

in noi.

È tuo il desiderio che è in noi.

Tuo l'impulso che vorrebbe trasformare le nostre notti, che sono

tue, in giorni, che sono tuoi ugualmente.

Non possiamo chiederti nulla, perché conosci i nostri bisogni prima

ancora che nascano:

Sei tu il nostro bisogno; e nel donarci più di te stesso, ci dai tutto".

Kahlil  Gibran

*Post di Elena nella Com La Voce dell'Anima*


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martedì, aprile 27, 2004

La Via della Felicità

onda-7101

Cosa pensi succederebbe se una persona trattasse quelli

che si trovano attorno a lei con giustizia, lealtà, spirito sportivo,

onestà, correttezza, gentilezza, considerazione, compassione,

autocontrollo, tolleranza, clemenza, generosità, fiducia, rispetto,

educazione, dignità, ammirazione, amicizia, amore

e lo facesse con integrità!

Può darsi che ci voglia un pò di tempo, ma non credi che

molti altri comincerebbero a trattarla nello stesso modo?

A parte i benefici personali, è possibile partecipare,

in qualche misura, all'inizio di una nuova era

nei rapporti umani.

Un ciottolo, gettato in acqua, può provocare onde

fino alla spiaggia più lontana."

                  L. Ron Hubbard

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martedì, aprile 27, 2004

Il segreto della felicità

Tratto da: L'Alchimista di

Paulo Coelho

"...un mercante, una volta, mandò il figlio ad apprendere il segreto della felicità dal più saggio di tutti gli uomini. Il ragazzo vagò per quaranta giorni nel deserto, finché giunse a un meraviglioso castello in cima a una montagna. Là viveva il Saggio che il ragazzo cercava.

Invece di trovare un sant'uomo, però, il nostro eroe entrò in una sala dove regnava un'attività frenetica: mercanti che entravano e uscivano, ovunque gruppetti che parlavano, una orchestrina che suonava dolci melodie. E c'era una tavola imbandita con i più deliziosi piatti di quella regione del mondo. Il Saggio parlava con tutti, e il ragazzo dovette attendere due ore prima che arrivasse il suo turno per essere ricevuto.

Il Saggio ascoltò attentamente il motivo della visita, ma disse al ragazzo che in quel momento non aveva tempo per spiegargli il segreto della felicità. Gli suggerì di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore.

Nel frattempo, voglio chiederti un favore, concluse il Saggio, consegnandogli un cucchiaino da tè su cui versò due gocce d'olio. Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l'olio.

Il ragazzo cominciò a salire e scendere le scalinate del palazzo, sempre tenendo gli occhi fissi sul cucchiaino. In capo a due ore, ritornò al cospetto del Saggio.

Allora, gli domandò questi, hai visto gli arazzi della Persia che si trovano nella mia sala da pranzo? Hai visto i giardini che il Maestro dei Giardinieri ha impiegato dieci anni a creare? Hai notato le belle pergamene della mia biblioteca?

Il ragazzo, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d'olio che il Saggio gli aveva affidato.

Ebbene, allora torna indietro e guarda le meraviglie del mio mondo, disse il Saggio. Non puoi fidarti di un uomo se non conosci la sua casa.

Tranquillizzato, il ragazzo prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare per il palazzo, questa volta osservando tutte le opere d'arte appese al soffitto e alle pareti. Notò i giardini, le montagne circostanti, la delicatezza dei fiori, la raffinatezza con cui ogni opera d'arte disposta al proprio posto. Di ritorno al cospetto del Saggio, riferì particolareggiatamente su tutto quello che aveva visto.

Ma dove sono le due gocce d'olio che ti ho affidato? domandò il Saggio.

Guardando il cucchiaino, il ragazzo si accorse di averle versate.

Ebbene, questo è l'unico consiglio che ho da darti, concluse il più Saggio dei saggi.

Il segreto della felicità consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza dimenticare le due gocce d'olio nel cucchiaino."


Paulo Coelho




























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lunedì, aprile 26, 2004

Luce, solo luce

Tratta dall'Antologia di Spoon River,

di Edgar Lee Masters.

E' il dialogo tra un

oculista e un cliente:

- Che cosa vedete adesso?
Globi rossi, gialli, viola.
Un momento! E adesso?
Mio padre, mia madre e le mie sorelle.
Sì! E adesso?
Cavalieri in armi, belle donne, volti gentili.
Provate queste.
Un campo di grano - una città.
Molto bene! E adesso?

Molte donne con occhi chiari e labbra chiuse.
Provate queste.
Solo una coppa su un tavolo.
Oh, capisco! Provate queste lenti!
Solo uno spazio aperto - non vedo niente in particolare.
Bene. E adesso?
Pini, un lago, un cielo estivo.
Così va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggetemi una pagina.
Non posso. I miei occhi sono trascinati oltre la pagina.
Provate queste.
Ah! Profondità d'aria.
Eccellente! E adesso?

Luce, solo luce

che trasforma tutto il mondo in un giocattolo.
Molto bene, faremo gli occhiali così.-

Penso che sia l'Augurio più forte

che possa essere rivolto!!

Orizzonte


























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lunedì, aprile 26, 2004

Sull'amicizia

E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte ?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

Kahlil Gibran





















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domenica, aprile 25, 2004

Sull'Amore

Allora Almitra disse: parlaci dell'Amore.
E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse:
Quando l'amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.

Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.

Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.

Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.

L'amore non da nulla fuorché se stesso e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.

Quando amate non dovreste dire:

" Ho Dio nel cuore ", ma piuttosto,

" Io sono nel cuore di Dio ".


E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.

L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.

Kahlil Gibran































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sabato, aprile 24, 2004

Non posso essere sola,
mi viene a visitare
una schiera di ospiti,
non sono registrati,
non usano la chiave,
non han nè vesti, nè nomi,
né climi, né almanacchi,
ma dimore comuni,
proprio come gli gnomi,
messaggeri interiori
ne annunciano l'arrivo,
invece la partenza
non è annunciata, infatti
non sono mai partiti.

Emily Dickinson














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venerdì, aprile 23, 2004

Dammi, Signore, un'ala di riserva

Preghiera

Voglio ringraziarti Signore,
per il dono della vita;
ho letto da qualche parte
che gli uomini hanno un'ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza,
oso pensare, Signore,
che tu abbia un'ala soltanto,
l'altra la tieni nascosta,
forse per farmi capire
che tu non vuoi volare senza di me;
per questo mi hai dato la vita:
Perché io fossi tuo compagno di volo,
insegnami, allora, a librarmi con Te.
Perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla,
vivere è abbandonarsi come un gabbiano
all'ebbrezza del vento,
vivere è assaporare l'avventura della libertà,
vivere è stendere l'ala, l'unica ala,
con la fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con Te, Signore,
tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello
e aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò,
per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi,
non farmi più passare indifferente
vicino al fratello che è rimasto con l'ala, l'unica ala,
inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine
e si è ormai persuaso
di non essere più degno di volare con Te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi,
o Signore,
un'ala di riserva.

Don Tonino Bello

(Alla Finestra La Speranza, pagg.173-174)





































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